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newsTeresa Bellanova ci riprova: l’apertura agli Ogm nascosta in tre decreti - Centro Servizi Casabase

11 Dicembre 2020by 0

“Blitz per fa rientrare gli Ogm dalla finestra”. Il tono dei diversi comunicati che le associazioni ambientaliste stanno lanciando in queste ore esprime la stessa preoccupazione rispetto a tre proposte di decreto legislativo su sementi e materiale di propagazione (sementi, vite e piante da frutto) in discussione presso le Commissioni Agricoltura di Camera e Senato. Dopo l’allarme di vari realtà, tra cui Greenpeace, Legambiente e Wwf, il Salvagente ha sentito alcuni componenti della commissione che tranquillizzano: “modificheremo i decreti”. Intanto, però, a giudicare dalle bozze di decreti depositati in commissione dal Ministero delle politiche agricole, la vecchia apertura agli Ogm del ministro Teresa Bellanova, poi ritrattata in seguito alle critiche, sembra non essere del tutto tramontata. Ma vediamo meglio di cosa si tratta. I punti sono molto tecnici e riguardano materiali di moltiplicazione della vite e sugli innesti di piante ortive e da frutto in cui si normano i modi per produrre e commercializzare le varietà ottenute con la tecnica di ricombinazione genetica (NBT) che la Corte di Giustizia Ue equipara ai tradizionali ogm.

La rabbia delle associazioni

Secondo AIAB e Greenpeace: “Le proposte trattano in modo confuso temi complessi e delicati, tanto che si potrebbe pensare a una scarsa conoscenza della materia da parte dell’estensore. Si cerca infatti di regolamentare la commercializzazione in Italia di materiali geneticamente modificati (OGM) di cui è vietata la coltivazione, quindi la vendita.

Interviene anche Cambia la Terra, coalizione che raccoglie FerderBio, Legambiente, Lipu, ISDE – Medici per l’Ambiente e WWF. Il timore è che con norme specifiche si consenta e si superi quanto previsto dal quadro giuridico generale che, per il nostro Paese, vieta su tutto il territorio nazionale la coltivazione di piante geneticamente modificate nonché la sperimentazione in campo aperto. “E quindi non esiste neanche una normativa sulla coesistenza tra piante geneticamente modificate e produzioni agricole presenti sul territorio nazionale, in particolare produzioni biologiche per le quali, in base allo specifico regolamento comunitario, è vietata la presenza di ogm” scrive la coalizione, “I decreti in discussione alla Commissioni Agricoltura, con un colpo di mano, darebbero il via libera di fatto alla presenza di materiale geneticamente modificato in tutti i campi italiani”.

Per Isde, European Consumers, Navdanya International e Gruppo Unitario per le Foreste Italiane, “non solo il Governo ha superato i limiti della delega ricevuta e il richiamato divieto, ma ha anche ignorato e disatteso il contenuto della sentenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo, del 25 luglio 2018 (vincolante per gli Stati membri UE) che conferma la pericolosità degli Ogm e dei nuovi Nbt (da assimilare agli Ogm) e, implicitamente, la legittimità del menzionato divieto di coltivazione disposto dall’Italia e da altri 20 Stati UE, in attuazione del principio di precauzione”. Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, commenta: “Si tratta di un passaggio totalmente privo di trasparenza. Il Parlamento e il Governo vogliono discutere della possibilità o meno di far ricorso a tecniche di ricombinazione genetica? Lo facciano apertamente, mettendo le carte in tavola e lasciando alle forze politiche, alle Regioni e ai cittadini la possibilità di essere informati e di discuterne con modalità e tempi adeguati”.

La risposta del relatore in Commissione

Luciano Cillis, relatore del decreto che riguarda la commercializzazione delle sementi: “Il decreto legislativo proposto dal Mipaaf è il recepimento di alcune normative europee. Nella commissione Agricoltura Camera, l’intenzione è quella di limitare il raggio d’azione di tale provvedimento solamente alle sementi convenzionali, e quindi di stralciare tutto ciò che si riferisce alle sementi geneticamente modificate, in modo tale da esprimere una posizione netta e coerente con il mandato non solo del Movimento 5 stelle, ma anche di Pd e Leu che mi hanno manifestato l’intenzione comune. Poi eventualmente il governo volesse esprimersi per una corretta relazione con Bruxelles, dovrà a nostro parere rinviare ad un provvedimento ad hoc in cui si capiscano ancora più chiaramente le intenzioni per la commercializzazione”.

Gli altri due decreti

Anche il decreto legislativo recante norme per la protezione delle piante dagli organismi nocivi, di cui è relatrice Antonella Incerti (Pd) dovrebbe andare nella stessa direzione, mentre riguardo il decreto per la produzione e la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione della vite (relatore Raffaele Incerti, di Forza Italia), il ragionamento sembra ancora in corso. “In ogni caso, prima del nostro parere – spiega Cillis al Salvagente – dobbiamo aspettare quello della Conferenza Stato-Regioni. Presumibilmente entro Natale potremmo licenziare il testo, non credo nei prossimi giorni”.

Cenni (Pd): Non cancellare posizione su Ogm”

Susanna Cenni, deputata Pd e vicepresidente della Commissione agricoltura della Camera, dichiara al Salvagente: “So che i relatori stanno lavorando per recepire una parte di osservazioni che le associazioni ci hanno inoltrato nei pareri perché alcune cose credo che vadano specificate molto bene. Credo che ci vuole grande attenzione. Un conto è far un ragionamento sulla ricerca anche aprendo alcuni dibattiti, altra cosa è azzerare scelte molto meditate che sono state fatte, come il divieto della coltivazione degli Ogm”. Ma ora molte delle associazioni chiedono al Governo il ritiro dei testi in discussione, ai parlamentari in Commissione di bocciarli senza improbabili e poco efficaci tentativi di aggiustamento.

 

il Salvagente

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