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newsOlio di soia, l’inganno del biodiesel sostenibile - Centro Servizi Casabase

7 Gennaio 2021by 0

Da qui al 2030 sarà vietato aggiungere olio di palma nel biodiesel e l’olio di soia, altra coltivazione responsabile di land grabbing e deforestazione, si candida a sostituirla. Secondo la Ong Transport & Environment entro il 2030 la richiesta europea di olio di soia potrebbe aumentare fino a 4 volte rispetto ad oggi e – come mostra l’infografica sotto – un’area di foresta – stimata tra i 2,4 e i 4,2 milioni di ettari – grande quanto l’Olanda scomparirà in Sud America, con la possibile emissionedi altri 38 milioni di tonnellate di CO2.

Per questo la Ong ha lanciato un appello alla Commissione europea affinché venga rivista la Direttiva Ue sulle Energie rinnovabili mettendo al bando anche l’olio di soia.

La coltivazione della soia, spiegano da Transport & Environment, è una delle principali cause di deforestazione in Amazzonia e in altri ecosistemi critici in America Latina, e il biocarburante prodotto dalla soia è due volte più dannoso per il clima rispetto al diesel fossile.

Solo nel 2019, come riporta il portale Valori, la Ue ha consumato circa 1,8 milioni di tonnellate di olio di soia in biodiesel, su un totale complessivo di 15 milioni di tonnellate di biocarburanti. Quantità che potrebbe raddoppiare quest’anno, secondo le stime della Ong. “Le importazioni di soia causeranno una deforestazione su scala epica se non cambiamo la legge europea sui carburanti verdi”, ha dichiarato Cristina Mestre, responsabile per l’area biofuels di Transport & Environment.  “La soluzione – prosegue  c’è ed è molto semplice. La Commissione europea ha già deciso che il diesel di palma non sarà più considerato verde, ora dovrebbe fare lo stesso per il diesel derivato dalla soia”.

L’Italia dice – tra le prime – no all’olio di soia

Sebbene la Commissione abbia deciso di eliminare gradualmente l’uso del diesel di palma solo tra il 2023 e il 2030, Francia e Italia hanno segnalato, ricorda la Ong, che interromperanno prima il sostegno al diesel di palma e di soia. Conclude Cristina Mestre: “La politica europea sui biocarburanti è un completo disastro e ha un disperato bisogno di un ripristino. Bruciare colture alimentari per alimentare i nostri veicoli è in realtà peggio che bruciare diesel. Auto e camion possono già funzionare con elettricità pulita, e anche aerei e navi lo faranno grazie all’idrogeno verde e ai combustibili”.

il Salvagente

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