newsVoucher invece di rimborsi, Antitrust multa Flixbus e Grimaldi

23 Febbraio 2021by 0

Mancati rimborsi e violazione dei diritti dei viaggiatori. Con le sanzioni dell’Antitrust a Grimaldi e Flixbus, il settore dei trasporti si conferma uno di quelli che si sono comportati in maniera più scorretta nel 2020, prima e durante l’emergenza sanitaria. Grimaldi e Flixbus sono state multate rispettivamente per 1 e 1,5 milioni di euro.

Grimaldi, voucher invece di rimborsi per i ritardi

Nel caso della compagnia marittima, l’Antitrust scrive: “In particolare, da alcune segnalazioni di consumatori trasmesse dall’Autorità di Regolazione nei Trasporti (ART) in data 22 gennaio 2020 è emerso che Grimaldi, nonostante l’esplicita richiesta proveniente dai passeggeri di ricevere il risarcimento dovuto sotto forma di denaro, come previsto
ai sensi del paragrafo 5, dell’articolo 19 del Regolamento (UE) n. 1177/2010, normalmente
riconosce un bonus da utilizzare per una successiva partenza e non un rimborso pecuniario, salvo il caso di reiterate istanze o a seguito dell’intervento di un legale”. Un bonus invece di un risarcimento doveroso, e per di più segnalato ai malcapitati viaggiatori come “gesto di attenzione alla clientela”.

Flixbus: biglietti venduti nonostante le cancellazioni e assistenza scorretta

Nel caso di Flixbus, la popolare low cost di pullman, invece il procedimento riguarda alcune condotte poste in essere dalla società dal mese di marzo e fino al 3 giugno 2020, connesse alle limitazioni alla circolazione conseguenti all’epidemia da Covid-19 e all’assistenza postvendita resa a seguito di cancellazione unilaterale, da parte dello stesso vettore, di viaggi già prenotati e regolarmente pagati dalla clientela. Nello specifico, l’Agcm segnala: “la perdurante accessibilità sui propri canali di vendita on line della procedura per l’acquisto di titoli di viaggio, nel periodo da marzo a maggio 2020, anche nei giorni immediatamente successivi all’entrata in vigore dei vari decreti governativi di limitazione alla circolazione susseguitisi a causa del Coronavirus, in modo da acquisire prenotazioni e il pagamento dei relativi corrispettivi per prestazioni che, invece, il vettore avrebbe in seguito unilateralmente cancellato”; “l’omissione o la diffusione di informative lacunose o ambigue sulle cancellazioni operate e su diritti/ristori spettanti, nell’evenienza, ai passeggeri; le modalità disomogenee e incongruenti e intempestive adottate nelle suddette evenienze, per la gestione delle istanze di rimborso, in particolare, la proposta – e la diretta corresponsione – di un voucher sostitutivo quale esclusiva o prioritaria modalità di ristoro per il biglietto annullato rispetto al rimborso in denaro; l’ applicazione di ulteriori addebiti ai clienti all’atto del successivo utilizzo del voucher”.

Assoutenti: Le società siano obbligate al rimborso automatico

“Finalmente stanno arrivando le multe dell’Antitrust, ma è evidente che a fronte dei danni subiti dai consumatori le sanzioni non siano sufficienti: le società devono essere obbligate a rimborsare in modo automatico tutti quei viaggiatori che, a causa dei comportamenti scorretti posti in essere, non hanno ottenuto gli indennizzi loro spettanti, subendo un danno economico non indifferente”, spiega il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi.

il Salvagente

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