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newsProsecco, la denuncia del prete ecologista: “Usati pesticidi illegali provenienti da Croazia e Slovenia”

15 Giugno 2021by 0

“Esprimo la mia personale e totale vicinanza e solidarietà alle quattro famiglie di Premaor, che circa due anni fa hanno vissuto il taglio di un bosco alle spalle delle loro abitazioni. La “politica” dei forti, che è sempre “politica” dei vili, dice: “Se non vi va bene cambiate casa””. Con queste parole scritte nel bollettino parrocchiale di domenica 6 giugno, don Maurizio Dassiè, parroco di Campea, Miane e Premaor, piccoli comuni nel trevigiano, ha scatenato l’ennesima polemica attorno all’uso – giudicato massiccio da parte degli abitanti -di pesticidi nei territori storici di produzione del prosecco.

La confessione sui traffici

Solo che in questo caso, Don Maurizio, intervistato dal Corriere del Veneto, ha aggiunto dei particolari che lasciano capire come lo stesso impegno del Consorzio Prosecco superiore Valdobbiadene per ridurre l’uso di fitofarmaci tra le vigne, si scontri con l’utilizzo illegale di prodotti vietati. “Sento il disagio delle persone, in molti si chiedono fino a quando proseguirà quest’abuso di fitofarmaci”, “I miei parrocchiani sono divisi, in molti soffrono la situazione. L’altro giorno una signora, nel segreto del confessionale, mi ha detto che il marito va in Croazia e Slovenia a comprare prodotti illegali per i vigneti. Era angosciata, sento questo malessere crescere”.

I consiglieri Pd: “La Regione ci dai i numeri sui controlli”

La denuncia di don Maurizio Dassiè sull’acquisto all’estero di pesticidi vietati in Italia, Secondo i consiglieri regionali Pd Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, “è grave, ma non è isolata. Da tempo gran parte della Marca è diventata un’enorme monocoltura di Prosecco, grazie ai generosissimi finanziamenti di Zaia, con abbondante uso di pesticidi. La Regione dovrebbe vigilare, oltre a fissare divieti più stringenti e uniformi, anziché affidarsi alla responsabilità dei produttori, individuale o associata. Abbiamo chiesto con un’interrogazione alla Regione quanti e quali controlli vengono realmente fatti sulle sostanze impiegate nei vigneti. In una regione civile non dovremmo venire a conoscenza dell’uso dei veleni vietati grazie al confessionale di un parroco ma da controlli costanti e severi di Arpav e Regione Veneto”.

Un disboscamento contestato

La rabbia di don Maurizio Dassiè è nata dalla questione del disboscamento di Premaor, dove ottomila metri quadri sono stati destinati alle vigne del prosecco nel luglio 2019. Le famiglie residenti nelle case sottostanti hanno perso contro Comune e Regione di fronte al Tar Veneto e si sono in seguito rivolte al Consiglio di Stato.

il Salvagente

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