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newsTalco cancerogeno, J&J punta a una bad company per scaricare i risarcimenti

29 Luglio 2021by 0

Johnson & Johnson, secondo quanto rivela Reuters, starebbe pensando di affidare a una bad company le cause milionarie di risarcimento per il talco cancerogeno intentate negli Usa da centinaia di consumatori “vittime” del famoso prodotto, con lo scopo di “evitare” i risarcimenti.

La società ha risposto all’agenzia smentendo il piano: “Johnson & Johnson Consumer Inc. non ha deciso di intraprendere alcuna azione sui contenziosi se non quella di continuare a difendere la sicurezza del talco come dimostrano i processi in corso”.

Il Congresso Usa chiede gli atti del piano

Tuttavia il Congresso degli Stati Uniti vuole vederci più chiaro e un panel di deputati ha chiesto a Johnson & Johnson di fornirle tutti i documenti relativi ai piani della società per gestire le passività relative alle cause di risarcimento legate al talco. Il deputato democratico Raja Krishnamoorthi, presidente del Comitato per la supervisione e la riforma della Camera sulla politica economica e dei consumatori, ha scritto che “il panel sta cercando di capire come i piani di J&J possono influenzare le persone che hanno affermato di essere state danneggiate dal borotalco“. Krishnamoorthi ha anche chiesto a J&J di consegnare i documenti per dimostrare quanti finanziamenti avrebbe fornito alla nuova entità societaria: dal livello di finanziamento potrebbe dipendere il futuro dei risarciementi per le vittime.

Bancarotta in due fasi

Ma quali potrebbero essere gli effetti della nuova bad company? Se J&J dovesse procedere nel piano, scrive Reuters, i querelanti che non hanno ancora risolto il contezioso, potrebbero trovarsi ad affrontare una lunga procedura fallimentare con una società probabilmente molto più piccola della “casa madre”. I futuri risarcimenti ai querelanti dipenderanno insomma da come J&J deciderà di finanziare l’entità che ospita le sue passività sul talco.

J&J, riporta ancora l’agenzia, sta valutando l’utilizzo della legge texana sulla “fusione divisiva“, che consente a una società di dividersi in almeno due entità. Per J&J, ciò potrebbe creare una nuova entità che ospiterebbe le passività del talco che poi “dichierarà bancarotta per fermare il contenzioso”. La manovra è nota tra gli esperti legali come una bancarotta in due fasi del Texas, una strategia utilizzata negli ultimi anni da altre società che si trovano ad affrontare contenziosi sull’amianto.

il Salvagente

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