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newsFerrero, Danone, Coca-cola… L’inganno del cibo sano per bambini

26 Agosto 2021by 0

Più dell’85% degli alimenti pubblicizzati per i bambini non sono salutari. È questo il risultato di un nuovo studio di Foodwatch. L’Ong tedesca ha esaminato 283 alimenti pubblicizzati per i bambini, confrontando la composizione nutrizionale di tutti i prodotti destinati direttamente ai bambini nel marketing o nella pubblicità con i requisiti dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per gli alimenti bilanciati. E quanto ha trovato dimostra chiaramente che l’autoregolamentazione volontaria dell’industria alimentare per una commercializzazione più responsabile dei bambini è un fallimento: 242 dei prodotti esaminati (85,5 per cento) sono malsani e contengono troppi zuccheri, grassi e/o sale. Secondo i criteri dell’OMS, questi alimenti non dovrebbero nemmeno essere commercializzati ai bambini.

E la situazione non sembra migliorare a dispetto degli impegni delle industrie. Rispetto a uno studio di Foodwatch del 2015, non è cambiato molto: a quel tempo, l’89,1% dei prodotti non era salutare secondo gli standard dell’OMS.

L’attuale studio include i prodotti di un totale di 16 aziende alimentari che hanno firmato un impegno volontario per un marketing responsabile per i bambini (“EU Pledge”) nel 2007 – tra cui Nestlé, Danone e Unilever. In questo impegno, tutte le aziende avevano dichiarato che avrebbero reso il marketing più responsabile. La realtà è diversa: 10 delle 16 aziende esaminate ora pubblicizzano solo prodotti malsani, tra queste l’italiana Ferrero, al pari di Pepsico, Mars, Unilever e Coca-Cola. Il maggior numero di prodotti sbilanciati è pubblicizzato da Nestlé (44 prodotti), Kellogg’s (24 prodotti) e Ferrero (23 prodotti).

“I prodotti pubblicizzati per i bambini sono principalmente bombe di zucchero e snack grassi. Anche gli impegni volontari dell’industria alimentare non hanno cambiato nulla” ha commentato    Oliver Huizinga direttore della campagna di Foodwatch.

Lo studio di mercato di Foodwatch dimostra che le misure puramente volontarie dell’industria alimentare non sono sufficienti. L’industria alimentare continua a contribuire alla malnutrizione dei bambini con i suoi metodi di marketing. Servono leggi – conclude l’Ong – per indurre le aziende alimentari a ridurre lo zucchero. La commercializzazione diretta ai bambini dovrebbe essere consentita solo per cibi sani. Oltre a Foodwatch, numerose società mediche e l’OMS sostengono tali restrizioni alla pubblicità.

il Salvagente

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