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Ausili per disabilità, il trucco dei rivenditori per dimezzare la garanzia

6 Ottobre 2021by 0

Venire scambiati per professionisti e vedersi proporre una garanzia legale di 1 anno invece che 2 su un bene acquistato. È capitato a una lettrice del Salvagente, Alessandra, che racconta la sua storia, facendo sorgere più di un dubbio sulla correttezza del rivenditore.

Il venditore si rifiuta di farmi valere la garanzia legale

“Il mio fornitore e-commerce – scrive Alessandra – ha sollevato un problema nella durata della garanzia; 1 anno se si richiede la fattura e 2 anni con scontrino fiscale. Io sono una portatrice di handicap titolare della legge 104/92 e per usufruire i benefici negli acquisti tecnico informatici il fisco mi chiede la fattura o R.F.. ma nei controlli vogliono un documento per verificare la corretta aliquota; così hanno fatto 2 anni fa. Poi nell’ordine, da me fatto via email, non ha chiesto la fattura. Ripeto che non sono un imprenditore ma una pensionata. Come mi devo comportare?”.

Cosa dice la legge

Lo stato prevede la detrazione Irpef del 19% e l’aliquota Iva agevolata al 4% (anziché quella ordinaria del 22%) per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei portatori di handicap di cui all’articolo 3 della legge n. 104 del 1992. Ma tra la documentazione richiesta c’è la fattura dell’acquisto, da qui la confusione, che però non è giustificata. La garanzia legale per gli acquisti di beni elettronici infatti è di due anni per i consumatori e di 1 anno per i professionisti. La distinzione non risiede nella fattura o nello scontrino richiesto, ma nel tipo di uso che se ne fa: se è per uso privato la garanzia è di 2 anni, se è per uso professionale è di 1 anno. La nostra lettrice, da pensionata, non aveva certamente bisogno dell’ausilio per ragioni professionali. È vero che il mezzo più rapido e superficiale per un venditore per distinguere i due tipi di acquisto è la richiesta di fattura, ma mentre in quella di un professionista deve essere esibita la partita iva, in quella di una pensionato non è necessaria. E dato che senza partita iva non si possono scaricare gli acquisti di tipo professionale, basterebbe questo per tranquillizzare il venditore. Altrimenti, consigliamo alla nostra lettrice di rivolgersi a un’associazione dei consumatori per avere assistenza.

il Salvagente

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