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Bollette a 28 giorni, dopo Wind Tre anche Tim condannata a rimborsare gli utenti

21 Ottobre 2021by 0

Come già accaduto nel luglio scorso con Wind Tre, il tribunale di Milano, su ricorso del Movimento Consumatori ha confermato anche per Tim l’adozione e l’uso nei contratti di telefonia fissa (o di altri servizi offerti in abbinamento alla telefonia fissa) di clausole che prevedono rinnovi e pagamenti su base temporale di 28 giorni, confermando così il provvedimento cautelare pronunciato nel giugno 2018.
Tim dovrà perciò informare i consumatori interessati del loro diritto al rimborso (pubblicando un avviso sia sul proprio sito sia su alcuni quotidiani nazionali, inserendo un’informativa dettagliata in fattura ed inviando una lettera ai propri ex clienti); ma soprattutto dovrà accogliere, entro 30 giorni dalla ricezione delle richieste, le domande di restituzione dei corrispettivi di telefonia fissa versati dai consumatori in applicazione delle clausole o pattuizioni contrattuali illegittime.

La novità

“Questa sentenza – spiegano Paolo Fiorio e Corrado Pinna, legali di Movimento Consumatori – riconosce ancora una volta l’illegittimità e la scorrettezza della fatturazione basata sul mese lunare anziché su quello solare, con due novità: i giudici, accogliendo la tesi di Mc, hanno stabilito che l’adozione e l’uso di tale periodicità ha leso e lede i diritti e gli interessi collettivi dei consumatori, non solo con riferimento ai contratti sottoscritti tra il giugno 2017 e l’aprile 2018 (quando l’Agcom con la delibera n. 121/17/CONS ha vietato l’adozione della cadenza quadrisettimanale), ma addirittura in relazione agli abbonamenti stipulati con la compagnia dal 1° aprile 2017 (ossia dal momento in cui Tim ha abbandonato la cadenza mensile solare, per quella a 28 giorni); la seconda novità della sentenza è che l’obbligo di restituzione delle somme indebitamente percepite dalla compagnia dovrà riguardare anche i consumatori che, pur avendo attivato un contratto di telefonia fissa all’interno del periodo 1° aprile 2017 – 5 aprile 2018, hanno poi deciso di recedere dall’abbonamento”.

“La strada giusta”

“Abbiamo avuto l’ennesima conferma – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – che la strada intrapresa, in sinergia con l’Agcom per opporsi a una pratica commerciale scorretta, ingannevole e idonea a falsare il comportamento economico dei consumatori, è quella giusta. Seguiremo con attenzione l’operato di  in modo che adempia a tutti gli obblighi informativi prescritti e attivi una procedura per accogliere le richieste di rimborso da parte dei consumatori”.

il Salvagente

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