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Traffico illecito di rifiuti, due aziende agricole nel mirino dell’operazione Easy Energy

12 Novembre 2021by 0

I Carabinieri del Comando Tutela Agroalimentare e il personale della Guardia di Finanza di Lodi hanno eseguito un sequestro preventivo per 3.937.029 euro presso due società agricole nel lodigiano, la “Toninelli F.lli Agricola S.S.” con sede in Pieve Fissiraga (LO) e “Lucra 96 Srl” con sede in Villanova del Sillaro (LO). Il sequestro della somma è pari alle erogazioni pubbliche che le due società hanno conseguito nel corso del 2018 e 2019. Al centro dell’attività investigativa, il traffico illecito di rifiuti. Ma, nel corso della stessa i carabinieri hanno anche accertato che le due società davano da mangiare ai suini rifiuti dell’industria alimentare e lattiero casearia difformemente dal disciplinare di produzione delle Dop di Parma e San Daniele: condotta che aveva avuto come conseguenza, nel mese di novembre 2018,  il sequestro preventivo di 8.500 prosciutti in fase di stagionatura, con successivo declassamento a prosciutto nazionale.

Ritornando al L’attività investigativa dei Carabinieri del RAC di Parma, avviata nel 2018, ha accertato che,  nelle annate agrarie 2018 e 2019, presso le due aziende, oltre ai rifiuti già rinvenuti nel corso delle ispezioni, venivano trattate 3.624 t. di rifiuti speciali non pericolosi, ritirati dall’industria alimentare, utilizzandoli illecitamente negli impianti di biogas per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. I rifiuti, al termine del processo di produzione dell’energia, venivano utilizzati impropriamente quale concime organico, con spandimento sia sulle superfici delle società indagate che su quelle di n.15 aziende agricole delle province di Lodi, Pavia e Milano, inconsapevoli della reale natura dei prodotti ricevuti.

Le minuziose ispezioni condotte in campo, facevano emergere la presenza nei terreni di metalli, plastiche ed altro materiale derivanti dallo sversamento del rifiuto residuo (c.d. “digestato”) in luogo di concime organico. Con tali condotte gli indagati realizzavano ingiusti profitti per complessivi € 17.133.702 derivanti da:

l’indebito conseguimento di erogazioni pubbliche dal Gestore Servizi Energetici nazionale (GSE) per € 8.460.490 connessi alla vendita di energia prodotta da Fonti Energia Rinnovabili (FER);
un indebito risparmio derivante dall’omesso smaltimento regolare dei rifiuti speciali, attraverso il ricorso ad aziende del settore, pari a € 8.673.212.

 

il Salvagente

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