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Tv, tra bonus e cambio standard è allarme smaltimento: l’appello dei centri Raee al governo

22 Novembre 2021by 0

Tra l’inizio del passaggio ai nuovi standard del digitale terrestre e il bonus tv, i dispositivi finiti in rottamazione sono aumentati a dismisura. Tanto da causare, com’era prevedibile, un sovraccarico degli impianti di smaltimento. Il Salvagente lo aveva scritto lo scorso settembre, intervistando alcuni esperti, e ora arriva anche un allarme da Assoraee (imprese di recupero dei rifiuti tecnologici), dal Centro di coordinamento Raee e da altre Associazioni della filiera delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Le associazioni di categoria si rivolgono al Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, per porre l’attenzione sul problema: l’aumento dei conferimenti, a cui seguirà un’ulteriore crescita dovuta agli acquisti per Natale, che in assenza di uno straordinario intervento normativo, causerà il blocco della raccolta e riciclo.

L’aumento dell’80%

Nelle ultime settimane c’è uno straordinario incremento dei flussi di questi rifiuti, che hanno registrato il +80% rispetto ai volumi ordinariamente gestiti. Il boom di consegne presso i luoghi di raccolta pubblici o privati ha comportato nuove richieste di intervento, che il sistema di gestione RAEE ha sinora assolto. “Il sistema è però oggi vicino alla saturazione – scrive Assoraee -. Nelle prossime settimane, complici le promozioni di vendita e le prossime festività natalizie, i flussi aumenteranno ben oltre le capacità di stoccaggio”.

La richiesta delle associazioni Raee

Per tale motivo, le Associazioni e il CdC Raee hanno chiesto in una lettera al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani che, eccezionalmente e limitatamente al periodo ritenuto necessario, venga adottata una misura che consenta di innalzare temporaneamente i quantitativi e i tempi massimi di stoccaggio previsti per gli impianti di trattamento.

Un allarme previsto dal Salvagente

Nel numero dello scorso settembre del Salvagente, all’interno di un servizio dedicato al bonus rottamazione tv e ai modelli migliori da acquistare, avevamo intervistato anche Italo Soncini, presidente di Aura, società che opera nel riciclo dei rifiuti elettronici, che aveva previsto oltre 15 milioni i pezzi da rottamare in circa 15 mesi. “Come operatore del trattamento Raee – spiegava Italo Soncini – sono certo che andrà a creare un flusso straordinario di vecchie apparecchiature: una sorta di tsunami sulle strutture per lo smaltimento”. Secondo il presidente di Aura, che chiedeva un contributo più alto, “se i produttori, attraverso i consorzi, dovessero pagare quanto pagano oggi per ogni tonnellata smaltita, non sarebbe sostenibile trattare i tv separandone tutti i componenti per farli diventare materiale post consumo come richiede il Pnrr secondo un principio di economia circolare”. In altre parole, verrebbero smaltiti senza recuperare i materiali (che sarebbero semplicemente triturati) e ciò che ne viene fuori andrebbe in discarica o all’estero per una valorizzazione in altre nazioni. In questo senso, il rapporto “Buchi nell’economia circolare” realizzato dall’organizzazione internazionale Basel Action Network insieme a Greenpeace, ha testimoniato come 350mila tonnellate di Raee europei ogni anno finiscano illegalmente in Africa e Asia, in discariche abusive dove vengono lavorati senza standard di sicurezza.

L’impatto ambientale

Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente, ci spiegava invece che il cambio tecnologico “poteva essere l’occasione per mettere in campo una filiera virtuosa, dato che a livello comunitario si sta ragionando sulla programmazione di nuovi prodotti che permetterebbero di ridurre l’impatto delle materie prime con plastiche riciclate, e di recuperare più componentistiche possibili”. “Un’occasione sprecata”, anche perché i decoder di ultima generazione sono già sufficienti per adeguarsi ai nuovi standard. “E dal punto di vista dello smaltimento, il decoder è sicuramente meno impattante di un televisore”, aggiunge Minutolo. Gli fa eco Davide Sabbadin dell’European Environmental bureau, perplesso sul bilancio energetico: “È molto probabilmente negativo considerando che si avvia a smaltimento un dispositivo per la cui produzione sono state impiegate materie prime e consumata energia appena 3 o 4 anni fa”.  Senza contare le risorse necessarie a produrre il tv che lo sostituirà.

il Salvagente

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