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Una confezione su due di origano in Europa è adulterata

26 Novembre 2021by 0

Una confezione su due di origano in Europa è adulterata. E il più delle volte, invece della tanto saporita spezia contiene foglie di ulivo macinate. È uno dei risultati più salienti del piano di controlli coordinato dalla Commissione europea e lanciato dalla Direzione generale per la Salute e la sicurezza alimentare.

È la prima volta che le autorità nazionali incaricate dei controlli alimentari e la Commissione europea uniscono le loro esperienze e risorse per concentrarsi sul settore delle erbe e delle spezie. L’obiettivo, ovviamente, proteggere i consumatori da frodi e prodotti potenzialmente pericolosi.

E questo ha consentito di raccogliere, in 21 Stati membri più Svizzera e Norvegia, quasi 10.000 analisi su 1885 campioni, utilizzando una serie di tecniche analitiche all’avanguardia per valutare l’autenticità di sei diverse erbe e spezie.

Oltre all’origano, è stato trovato adulterato il 17% del pepe analizzato, il 14% del cumino, l’11% della curcuma, l’11% dello zafferano e il 6% di paprika/peperoncino.

L’autenticità e la purezza delle erbe e delle spezie sono state valutate in base agli standard ISO pertinenti. Nel caso in cui un campione non rispettasse queste disposizioni per corpi estranei e ceneri totali, è stato considerato sospetto di adulterazione.

Sulla base di questi risultati la Commissione ha già chiesto agli operatori un piano d’azione immediato per porre rimedio alla situazione lesiva degli interessi e della salute dei consumatori, ma anche dello stesso settore delle erbe e delle spezie e dei suoi operatori fieristici. E ha invitato le autorità nazionali ad aumentare i controlli ufficiali nel settore, con l’obiettivo di prevenire pratiche fraudolente e sanzionare gli autori di frodi.

Spezie contraffatte senza confini

Il Salvagente, nel maggio 2020 aveva messo alla prova 25 vasetti di origano acquistati in supermercati e discount. E il risultato era stato quasi identico a quello registrato in Europa: solo il 60% del nostro campione conteneva una percentuale di origano, delle specie Onites o Vulgares, del 99%.

Fragole, timo, convolvolo e lattuga sono solo alcune delle erbe utilizzate per contraffare l’origano. Si tratta di foglie dalla struttura molto simile che si confondono molto facilmente con quelle della spezia e passano inosservate al vaglio anche del consumatore più attento.

Ma allargando lo sguardo ad altri paesi si scopre che siamo in buona compagnia. Almeno per l’origano.

L’ultimo scandalo, prima dei risultati attuali francesi, è stato portato a galla nel 2017 dal test svolto da un’associazione danese, Forbrugerrådet Tænk, che ha portato in laboratorio 10 campioni di origano. L’associazione ha scoperto che 4 campioni contenevano solo il 50% di foglie di origano mentre l’altra metà era costituita da foglie di mirto e ulivo. In un altro campione, addirittura, la quantità di origano puro scendeva al 30%.

Un anno prima, nel 2016, il mensile dei consumatori britannici Which? aveva portato in laboratorio 78 campioni di origano acquistati in diversi negozi dell’Inghilterra e dell’Irlanda e on line, scoprendo che 19 frodavano il consumatore. La ricerca, che ha utilizzato la tecnica dello spettometro di massa, è stata coordinata da Chris Elliott, direttore del Global Institute of Food Security, che tra le altre cose aveva guidato l’inchiesta della Gran Bretagna sulla frode della carne di cavallo “mischiata” a quella di manzo.

Nello stesso anno l’associazione Choice aveva colto in fallo 7 campioni di origano su 12: in quel caso nascoste tra le foglie di origano c’erano quelle di ulivo e di sommacco. Dopo le analisi, l’Australian Competition & Consumer Commission, un organismo simile al nostro Antitrust, ha impegnato in maniera vincolante distributori e venditori a mettere in commercio solo ed esclusivamente origano puro.

il Salvagente

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