fbpx
 

Assegno Unico: tutte le novità e attenti all’Isee

15 Gennaio 2022by 0

Unico e Universale. Significa anzitutto che accorperà, in un solo beneficio, tante altre agevolazioni o bonus destinati a sparire (alcuni per la verità già sono decaduti dal 1° gennaio), ma in particolare che tutti ne avranno diritto. Con l’approvazione del nuovo Assegno destinato alle famiglie (decreto legislativo 230/2021), quella che si prepara è una sorta di rivoluzione “copernicana” nell’ambito degli aiuti economici che hanno i figli come protagonisti. Un terreno rimasto finora molto frastagliato nella pletora di sconti, bonus e prestazioni per il mantenimento dei ragazzi. Quindi, se c’è un obiettivo che prevale su tutti, è di sicuro quello “centralizzare” gli aiuti semplificando (appunto tramite un assegno che sia “unico e universale”) il comparto fiscale e assistenziale dei nuclei con prole.

Assegno Unico dal 1° marzo

Tutta questa macchina operativa, il cui funzionamento chiama a raccolta sia Caf che patronati (a parte ovviamente l’Inps, ente erogatore), entrerà ufficialmente a regime dal 1° marzo 2022, cioè la data di decorrenza indicata dalla norma, e quindi, con ogni probabilità, anche quella in cui l’Inps dovrebbe cominciare a staccare i primi assegni. Questo però non significa che fino al 1° marzo bisognerà starsene con le mani in mano, anzi, esattamente il contrario, perché di fatto la trafila per inviare la domanda di assegno è già stata sbloccata dal 1° gennaio. Morale: prima ci si muove, meglio è.

Cosa fare per la domanda?

I due mesi, allora, che precedono l’entrata in vigore del beneficio, possono essere messi a frutto per radunare la documentazione occorrente presentare in autonomia la domanda (sul sito dell’Inps muniti di Spid) oppure passare al Caf per farsi calcolare l’Isee e infine recarsi al patronato per inoltrare l’istanza formale di assegno. Questo è certamente un aspetto da tenere bene a mente: la domanda va fatta, sempre e comunque, a meno che il nucleo non sia già percettore di Reddito di Cittadinanza, e allora in tal caso l’Assegno Unico verrà erogato d’ufficio per la quota-parte residua fino a raggiungere (sommandola all’RdC) l’importo che spetterebbe di norma.

Ma in tutti gli altri casi, ribadiamo, la domanda va/andrà per forza trasmessa per assicurarsi l’erogazione dell’importo. Erogazione che certamente verrà accreditata sul conto o su una carta riconducibile al genitore richiedente, ma ancora non è chiaro in che tempi (è presumibile che il pagamento decorra dal mese successivo alla domanda) e con quale cadenza, cioè se in unica soluzione oppure suddivisa in rate mensili (su questo però ne sapremo di più quando uscirà la circolare dell’INPS, che al momento in cui scriviamo è ancora in lavorazione).

Quali agevolazioni spariranno?

Entrando adesso più nel dettaglio, possiamo dire che l’Assegno Unico andrà a rimpiazzare prestazioni come il Premio alla nascita, il Bonus Bebè, il Fondo prestiti ai neo genitori e gli assegni al nucleo familiare, alcuni di essi, accennavamo, già abrogati dal 1° gennaio, mentre altri lo saranno dal 1° marzo. E nel solco della “rivoluzione” ci finiranno anche le detrazioni fiscali sui figli a carico, che però rimarranno in vigore per i ragazzi dai 22 anni in su, cioè quelli per cui l’Inps cesserà di pagare l’assegno.

Erogazione fino a 21 anni

Chiariamo quindi chi sono i veri protagonisti per cui l’assegno è stato istituito: di base verrà erogato per ogni figlio minorenne a carico, già a decorrere dal settimo mese di gravidanza; per quanto riguarda invece i figli maggiorenni, proseguirà fino all’età di 21 anni, ma a condizione che i figli rientrino in una delle seguenti casistiche:

Frequentino un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;
Svolgano un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e posseggano un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
Siano registrati come disoccupati e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
Svolgano il servizio civile universale.

Vi è poi il caso dei figli disabili a carico per i quali l’assegno “eluderà” le regole ordinarie sopra descritte, e quindi verrà erogato senza condizioni o limiti di età.

Il ruolo dell’Isee

Un ruolo centrale lo giocherà indubbiamente l’Isee, cioè il valore economico che soppesa il livello di povertà o agiatezza di un determinato nucleo. Va subito chiarito che l’Assegno Unico, proprio in ragione della sua “universalità”, non prevede nessuna soglia di sbarramento Isee in senso reddituale o patrimoniale, quindi tutte le famiglie ne avranno diritto a prescindere dal loro tenore di vita. L’Isee però al tempo stesso è quello strumento che sarà in grado di assicurare alla famiglia la quota esatta di assegno spettante: l’erogazione in altri termini verrà stratificata per fasce di reddito, cioè ogni famiglia, a seconda della sua composizione e del suo Isee, andrà a collocarsi in una determinata fascia e riceverà la quota specifica riservata a quella medesima fascia. Cioè ad esempio: due nuclei collocati nella stessa fascia economica Isee da 0 a 15.000 euro, ma il primo con uno solo figlio minore e il secondo con tre figli (uno minorenne e due maggiorenni), è chiaro che avranno diritto a due trattamenti diversi; stesso ragionamento nel caso di due famiglie con gli stessi figli, ma collocate in due fasce economiche differenti.

E se non presento l’Isee?

Domanda: e se il genitore facesse la richiesta senza allegare l’Isee? Molto semplice: di per sé l’assenza dell’Isee non preclude il diritto al beneficio, ma è pur vero che senza Ise l’erogazione dell’assegno verrebbe “retrocessa” automaticamente nella fascia minima riservata ai nuclei con Isee over 40.000, cioè pari a 50 euro mensili a figlio. È chiaro quindi che se da una parte, per le famiglie più abbienti, il calcolo Isee potrebbe rappresentare uno step del tutto superfluo, perché già consapevoli che il loro indicatore andrebbe tranquillamente a pareggiare, se non a oltrepassare, il valore di 40.000 euro, d’altra parte non sarà così per i nuclei più poveri, perché nel loro caso l’Isee diventerà davvero decisivo per assicurarsi la quota mensile idonea. In ogni caso la procedura non esclude nemmeno l’eventualità di un Isee successivo rispetto alla domanda di assegno, quindi in teoria un genitore potrebbe anche fare domanda e poi in un secondo momento presentare l’Isee: a quel punto, se il valore dell’indicatore fosse in effetti al di sotto dei 40.000 euro, l’importo verrebbe conguagliato pareggiando la quota che spetta realmente.

Calcola tramite il simulatore dell’Inps a quanto ammonta il tuo Assegno Unico.

Le domande più ricorrenti

Che requisiti occorrono per ottenere l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico non prevede nessun paletto selettivo in senso reddituale o patrimoniale. Tutte le famiglie ne avranno diritto, purché abbiano ovviamente dei figli a carico fino a 21 anni. L’unica vera condizione è il possesso, al momento della presentazione della domanda, e per tutta la durata del beneficio, da parte del genitore richiedente dei requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno indicati dall’articolo del Dlgs 230/2021, ovvero:

della cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero sia cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o sia titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o sia titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi;
dell’assoggettamento al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
della residenza e del domicilio in Italia;
della residenza in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, o titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno pari a sei mesi.

Posso presentare la domanda di assegno senza allegare la dichiarazione Isee?

Sì, è possibile: l’Isee non determina di per sé il diritto o meno all’Assegno Unico, quindi la domanda può essere anche sprovvista di Isee, ma va chiarito che senza Isee si avrà diritto all’erogazione nella misura minima, pari a 50 euro per figlio. Se quindi l’intenzione è quella di allegare l’Isee è possibile rivolgersi a un Caf che provvederà all’elaborazione della Dsu Isee.

Come va fatta la domanda?

Per fare domanda è possibile recarsi a un Patronato oppure procedere tramite i canali istituzionali dell’Inps (Contact Center oppure sito web se provvisti di SPID, Carta di identità elettronica o Carta Nazionale dei Servizi).

Chi deve presentare la domanda?

È sufficiente che sia solo un genitore a presentare la domanda, nella quale chiaramente andranno indicati tutti i figli destinatari della prestazione. Va poi tenuto conto che la domanda avrà validità annuale, quindi in pratica andrà rinnovata di anno in anno.

Nel caso dei genitori separati, come del resto su tutte le altre casistiche più specifiche, non sono state ancora diramate indicazioni ad hoc. È comunque attesa a breve la pubblicazione di una Circolare Isee che seguirà il Messaggio n° 4748 del 31 dicembre, ed inoltre è molto probabile che vengano pubblicate in seguito anche delle Faq. Possiamo però desumere, in linea di massima, che nel caso di genitori separati è più logico che a presentare la domanda sia il genitore convivente coi figli, includendo o meno nel nucleo, a seconda dei casi, l’altro genitore non convivente in qualità di componente aggiuntiva.

Se non si presenta la richiesta di Assegno Unico, le detrazioni sui figli a carico rimarranno lo stesso?

Premesso che l’Assegno Unico copre la fascia fino a 21 anni, la risposta è no. Cioè: per i figli a carico fino a 21 anni va fatta domanda di Assegno Unico. Detto altrimenti, fino a 21 anni le detrazioni Irpef sui figli a carico cesseranno a partire dal 1° marzo 2022, quando appunto subentrerà l’Assegno Unico, a prescindere dal fatto che sia stata presentata domanda o meno. Diversamente, a partire dal compimento dei 22 anni, se la condizione di carico fiscale del figlio permarrà, scatteranno le classiche detrazioni Irpef.

il Salvagente

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Chi SiamoCentro Servizi Casabase
Un interlocutore unico, per ogni tua esigenza.
Compila i tuoi documentiServizi Online
SitemapI Nostri Servizi
Resta in contatto con noiI Social di CASABASE
Seguici sulla nostra pagina Facebook.

© Centro Servizi Casabase

© 2020 – Centro Servizi Casabase